I pentecostali in Italia: letture, prospettive, esperienze

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I pentecostali in Italia: letture, prospettive, esperienze

Si tiene a Battipaglia (Salerno), il 5 e 6 dicembre, il convegno promosso dalla Facoltà pentecostale di scienze religiose. Intervista al pastore Carmine Napolitano, preside della Facoltà.

Roma (NEV), 3 dicembre 2019 – Apre giovedì 5 dicembre a Battipaglia (Salerno) il convegno di due giorni intitolato “I pentecostali in Italia: letture, prospettive, esperienze”, promosso dalla Facoltà pentecostale di scienze religiose. L’Agenzia NEV ha intervistato il pastore Carmine Napolitano, preside della Facoltà nonché presidente della Federazione delle chiese pentecostali (FCP).

Come è nato questo convegno e quali sono gli obiettivi?

Il convegno si inscrive negli interessi della Facoltà pentecostale, che fin dalla sua nascita ha promosso lo studio del mondo pentecostale in una prospettiva sia confessionale sia di ricerca accademica. Nel 2008, ad esempio, in occasione del primo centenario della presenza pentecostale in Italia; e poi nel 2015, anno in cui ci siamo focalizzati sul movimento pentecostale in Campania, dove la presenza e più significativa. Sempre nel 2015 abbiamo riflettuto, a 80 anni dalla circolare Buffarini-Guidi contro i pentecostali, su quell’atto molto grave di intolleranza religiosa che durante il fascismo colpì questo movimento ecclesiale.

Questo convegno nasce per fare il punto della situazione sugli studi sul movimento pentecostale. Parallelamente al nostro interesse, anche altre università e istituzioni accademiche, religiose e non, hanno intrapreso analisi e ricerche sui pentecostali, a volte incrociandosi con noi, a volte in modo autonomo. Il convegno di studi che abbiamo proposto vuole quindi far convergere tutti coloro che in Italia si occupano di questo argomento. Ci confronteremo secondo prospettive interne ed esterne, anche a livello internazionale, per una lettura attenta e propositiva del Pentecostalismo, che è considerato un rilevante fenomeno religioso a livello mondiale

Quali sono i numeri dei pentecostali in Italia?

Oltre alla Federazione delle chiese pentecostali, ci sono le Assemblee di Dio e una consistente componente di chiese indipendenti che portano il numero dei pentecostali italiani, secondo le statistiche, a circa 300.000 persone. A queste si aggiunge il filone di chiese pentecostali nate in seguito ai fenomeni migratori, che si stima raccolga oltre 100.000 persone in Italia. Il totale rappresenta un numero significativo, anche rispetto ad altri paesi europei.

C’è omogeneità nel pentecostalismo italiano?

Nelle reti che collegano i diversi ambiti del movimento c’è una certa omogeneità. Le varie denominazioni raccolgono soggetti che hanno particolarità diversificanti soprattutto per quanto riguarda le modalità liturgiche o caratteristiche dottrinali meno rilevanti. Dal punto di vista della struttura giuridica e dell’organizzazione interna le chiese della FCP sono abbastanza vicine. Le chiese di origine migrante sono caratterizzare da elementi culturali specifici che incidono sulla prassi pastorale e sulla interpretazione teologica. Anche per questo non parliamo di chiesa pentecostale, ma di movimento, per identificare una denominazione caratterizzata da un certo tipo di spiritualità, al di là della provenienza o della distribuzione geografica.

Quali sono i rapporti con le altre chiese protestanti ed evangeliche italiane?

La FCP ha stretti rapporti di amicizia e collaborazione, fin dalla sua nascita, con la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), di cui è membro osservatore. In questo momento ricopre la vicepresidenza della Commissione delle chiese evangeliche per i rapporti con lo Stato (CCERS), all’interno della quale è impegnata da diversi anni. Inoltre abbiamo portato avanti dialoghi teologici con le chiese valdesi, metodiste, battiste e avventiste.


Fra i relatori al convegno “I pentecostali in Italia: letture, prospettive, esperienze”, figurano accademici ed esperti fra cui Paolo Naso dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, il teologo valdese Paolo Ricca, il pastore Davide Romano, direttore dell’Istituto avventista di cultura biblica (IACB) “Villa Aurora” e Ilaria Valenzi, consulente legale della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), per il Centro Studi Confronti – Fondazione Kessler.

I lavori si apriranno presso la sala consiliare del comune di Battipaglia il 5 dicembre alle ore 15 (P.zza Aldo Moro) e proseguiranno il giorno 6 presso il centro congressi dell’hotel San Luca (SS 18 Tirrena Inferiore, n.18). Il convegno ha ricevuto il patrocinio della Regione Campania e del Comune di Battipaglia, oltre a quello della FCP.

Per ulteriori informazioni: www.fcpitalia.org